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		<title>DSS-TI: www.darksky.ch/TI</title>
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		<description>Ultime novità di Dark-Sky Switzerland Sezione Ticino</description>
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			<title>DSS-TI: www.darksky.ch/TI</title>
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			<title>RSI-CSI: Quanto incidono le illuminazioni natalizie sulla brillanza del cielo</title>
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			<description>Servizio all'interno &quot;Cronache della Svizzera Italiana&quot; RSI Rete1</description>
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			<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 12:16:00 +0100</pubDate>
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			<title>CORDIS: L'inquinamento luminoso urbano e il suo impatto sulle attività notturne</title>
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			<description>Ricercatori in Germania hanno scoperto che l'inquinamento luminoso urbano non solo limita la...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Ricercatori della Freie Universität Berlin e dell'Istituto Leibniz di ecologia delle acque dolci e della pesca in acque interne (IGB) in Germania affermano che gli esseri umani non possono vedere lo schema di luce polarizzata simile a una bussola che si stende nel cielo. Esso non è nemmeno visibile in vaste aree.&nbsp;<br /><br />&quot;La visibilità della bussola celeste è correlata al grado di polarizzazione della luce del cielo,&quot; spiega l'autore principale, il dott. Christopher Kyba dell'Istituto per le scienze dello spazio della Freie Universität. &quot;In un'area naturale con aria pulita, il grado di polarizzazione della luce del cielo si aggira tipicamente tra il [70% e l'80%], e a Berlino gli aerosol lo riducono a circa il 55%.&quot;&nbsp;<br /><br />Il team ha usato una macchina fotografica dotata di un filtro polarizzatore lineare per misurare la polarizzazione del cielo di notte. Essi hanno osservato che all'interno della città, l'inquinamento luminoso la riduceva persino di più, fino all'11%.&nbsp;<br /><br />&quot;Poiché la luce può viaggiare così lontano nell'aria trasparente, questo effetto di depolarizzazione si estende molto al di fuori delle città,&quot; dice il dott. Kyba. &quot;In un'area rurale fuori Berlino abbiamo trovato che il grado di polarizzazione era ancora solo del 30%, anche se il cielo appariva buio ai nostri occhi.&quot;&nbsp;<br /><br />Da parte sua, il coautore dott. Franz Hölker evidenzia che: &quot;Si ritiene che la bussola celeste illuminata dalla luna sia un importante segnale di navigazione per molte specie. Si ritiene che le specie notturne di coleotteri, falene, grilli e ragni si orientino usando la bussola celeste. Ciò che emerge dal nostro studio è che l'effetto depolarizzante del bagliore del cielo è una forma di inquinamento di portata globale.&quot;&nbsp;<br /><br />Sebbene questi risultati destino preoccupazione, secondo i ricercatori, essi sono ancora preliminari e probabilmente sottovalutano il problema. &quot;Noi abbiamo eseguito queste misurazioni durante delle notti invernali perfettamente limpide, quando la luna piena si leva più in alto rispetto al periodo estivo,&quot; dice il dott. Kyba. &quot;Durante le tipiche notti estive, quando è più probabile che gli insetti siano attivi, noi prevediamo che la bussola celeste risulti ancora più oscurata. Inoltre, Berlino e le zone circostanti sono più buie rispetto alla maggior parte delle città del mondo di dimensioni simili.&quot;&nbsp;<br /><br />Una scoperta sorprendente dello studio è stata che il bagliore del cielo urbano può essere polarizzato. &quot;Noi ci aspettavamo che il bagliore del cielo nelle notti senza luna fosse quasi privo di polarizzazione, ma abbiamo invece scoperto che esso ha un grado di polarizzazione del 9%,&quot; sottolinea il dott. Kyba. &quot;La nostra migliore ipotesi è che le strade simili a canyon incanalano la luce diretta verso l'alto in raggi. Se questo fosse vero, allora il bagliore del cielo sopra le città con pianta a scacchiera nel Nord America potrebbe essere ancora più altamente polarizzato.&quot;&nbsp;<br /><br />Anche se i ricercatori non affrontano la riduzione del bagliore del cielo nel loro studio, essi affermano che esso è ottenibile senza rendere buie le strade delle città. &quot;La maggior parte o molto del bagliore del cielo che si propaga per grandi distanze dalla città è causato da luci che non sono puntate verso il terreno,&quot; dice il dott. Kyba. &quot;Le municipalità che vogliono ridurre il proprio bagliore nel cielo possono scegliere tra un'ampia gamma di lampade in commercio che producono lo 0% di luce verso l'alto.&quot;&nbsp;<br /><br />Chiunque desideri modernizzare la propria illuminazione per esterni, comprese le amministrazioni locali, l'industria o persino il pubblico, può contattare la International Dark Sky Association, dice il dott. Kyba.</p>
<p class="bodytext">Per maggiori informazioni, visitare:&nbsp;<br /><br />Freie Universität Berlin:&nbsp;<br /><span style="color: rgb(255, 153, 0); text-decoration: underline; "><a href="http://www.fu-berlin.de/" target="_blank" >http://www.fu-berlin.de/</a></span>&nbsp;<br /><br />Journal of Geophysical Research:&nbsp;<br /><span style="color: rgb(255, 153, 0); text-decoration: underline; "><a href="http://www.agu.org/journals/jgr/" target="_blank" >http://www.agu.org/journals/jgr/</a></span></p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 21:27:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>LaRegione - Mendrisio abbassa le luci</title>
			<link>http://ticinostellato.astromania.net/index.php?id=44&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=345&#38;cHash=f14d89ddc2</link>
			<description>Firmata un’ordinanza contro l’inquinamento luminoso, nel solco di Coldrerio

</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Fasci abbaglianti e&nbsp;<i>skybeamer</i>&nbsp;messi al bando. Insegne spente dopo la mezzanotte. Mendrisio ha deciso di... abbassare le luci. L’intenzione c’era già da un po’. Ma ora a codificare la volontà di lottare contro l’inquinamento luminoso c’è pure un’ordinanza, appena sottoscritta dal Municipio e da ieri esposta agli albi comunali (fino all’8 novembre). A aprire la strada in questi anni è stato Coldrerio – che ha fatto scuola nel Mendrisiotto –, adesso il capoluogo ha voluto onorare la sua nomea di ‘Città dell’energia’ seguendo l’esempio. Una scelta che giunge a pochi giorni dall’organizzazione – sabato – della nuova edizione dell’&nbsp;<i>Energyday</i>&nbsp;che, anche quest’anno, scandirà la Giornata nazionale dell’energia. Giornata alla quale parteciperanno anche Comuni e aziende della regione. La manifestazione farà tappa in particolare, oltre che a Mendrisio, a Chiasso e Castel San Pietro.</p>
<p class="bodytext">Il capoluogo, quindi, compie un altro passo avanti nella politica della tutela ambientale e del risparmio energetico. Quello dell’inquinamento luminoso, del resto, si motiva nella stessa Ordinanza, oggi è «&nbsp;<i>ormai divenuto un tema meritevole di attenzione</i>&nbsp;». Usi eccessivi delle luci artificiali assieme alla loro bassa qualità, si richiama, hanno un effetto negativo sull’ambiente, sul paesaggio, inoltre «&nbsp;<i>disturbano la popolazione e generano uno spreco di energia</i>».</p>
<p class="bodytext">I rimedi, comunque, non mancano. Bastano, si fa presente, «&nbsp;<i>alcuni semplici accorgimenti tecnici</i>&nbsp;», declinati con un po’ di buon senso. Sta di fatto che l’obiettivo dell’autorità comunale mendrisiense è quello di «&nbsp;<i>prevenire l’uso di illuminazioni inefficienti, moleste e dirette verso spazi dove l’illuminazione non è necessaria</i>&nbsp;»; e questo nel solco delle raccomandazioni federali e cantonali. Mendrisio si rivolge al pubblico come al privato, promuovendo una illuminazione regolata con criteri di efficacia e efficienza nei grandi edifici come negli impianti sportivi, nell’ambito di monumenti e edifici storici, nei parchi come lungo le strade. Il Municipio è disponibile a concedere delle deroghe (se necessario), ma è pronto anche a effettuare dei controlli e a staccare delle sanzioni. Le infrazioni, si legge ancora nelle nuove norme, sono punibili con una multa fino a un massimo di 10 mila franchi. Regole chiare che, se l’Ordinanza supererà indenne (da ricorsi) il periodo di pubblicazione, diventeranno legge.</p>]]></content:encoded>
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			<category>news</category>
			
			
			<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 23:19:00 +0200</pubDate>
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			<title>CdT - Nel Borgo Per prevenire l'inquinamento luminoso</title>
			<link>http://ticinostellato.astromania.net/index.php?id=44&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=344&#38;cHash=3257932c6b</link>
			<description>Coldrerio fu il Comune precursore al­l'inizio del 2007. Altri seguirono il suo esempio negli anni...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">La normativa è volta a «prevenire l'uso di illuminazioni inefficienti, moleste e dirette verso spazi dove l'illuminazione non è necessaria». Sia per spazi pubbli­ci sia per aree private «deve essere rea­lizzata secondo criteri di efficacia, ma anche di efficienza sulla base dello sta­to attuale della tecnica impiegando ap­parecchiature e lampade ad alta efficien­za e predisponendo ove possibile la lo­ro accensione solamente quando effet­tivamente necessario e/o predisponen­do diversi livelli d'illuminazione in fun­zione dell'orario».<br />In concreto, l'ordinanza pone anche dei divieti. Ad esempio quello di posare ed utilizzare show luminosi, skybeamer o fasci di luce fissi o mobili verso il cielo: ol­tre ad essere nocivi per ambiente e pae­saggio, rappresentano pure un pericolo per la sicurezza pubblica e per il traffico aereo. Si vieta anche esplicitamente di in­stallare impianti luminosi nelle aree na­turali. Infine, salvo eccezioni particolari, «le illuminazioni esterne di qualsiasi ge­nere e le insegne pubblicitarie devono di regola essere spente dalle 24 alle 6». I con­travventori saranno passibili di multe fino a 10.000 franchi.<br /></p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 23:14:00 +0200</pubDate>
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			<title>Rassegna stampa &quot;Il monitoraggio dell’inquinamento luminoso al sud delle Alpi&quot;</title>
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			<description>Alcune reazioni sulla stampa ticinese al comunicato stampa di ieri</description>
			<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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			<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 09:13:00 +0200</pubDate>
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			<title>COMUNICATO STAMPA - DT – Il monitoraggio dell’inquinamento luminoso al sud delle Alpi</title>
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			<description>Da oggi saranno disponibili in rete, al il sito web www.ti.ch/oasi, i dati sull’inquinamento...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Sul sito saranno pubblicati sia i dati attuali sia quelli storici, come avviene già per diversi altri valori ambientali.</p>
<p class="bodytext">La rete di monitoraggio dell’inquinamento luminoso è nata nel corso del 2010 da una collaborazione tra il Dipartimento del territorio, Dark-Sky Switzerland Sezione Ticino e alcuni osservatori astronomici ticinesi.</p>
<p class="bodytext"><br />L’illuminazione artificiale degli ambienti esterni è parte integrante del nostro modo di vivere, ma purtroppo le crescenti emissioni luminose sono accompagnate anche da effetti negativi, che spaziano dalla privazione del cielo stellato, allo spreco energetico e all’alterazione degli ecosistemi.</p>
<p class="bodytext"><br />Da queste considerazioni nasce il bisogno di monitorare le emissioni luminose, soprattutto a lungo termine, onde poterne venire a capo e ridurne l’impatto sull’ambiente e sulla società.</p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 10:48:00 +0200</pubDate>
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			<title>Occhio alla luce 1/2011</title>
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			<description>È stato pubblicato il numero 1/2011 di &quot;occhio alla luce&quot;, la newsletter di Dark-Sky Switzerland...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">&nbsp;</p>
<p class="bodytext"><b>EDITORIALE</b></p>
<p class="bodytext">Care lettrici,<br />cari lettori,<br />gli eventi internazionali hanno rafforzato il dibattito a proposito del risparmio energetico, credere però che sia sufficiente incentivare l’utilizzo di una tecnologie a basso consumo energetico per risolvere il problema dell’inquinamento luminoso è utopico. La così tanto decantata tecnologia a LED ne è la dimostrazione. Grazie a questa tecnologia sembra che non ci si debba più preoccupare di quanto e di come si illumina, infatti da più parti ne vengono decantate le magiche proprietà: risparmio energetico e diminuzione delle emissioni. Ma non si tratta forse unicamente di marketing per questi prodotti? Siamo sicuri che i LED riducano le emissioni luminose?</p>
<p class="bodytext">Quali saranno le conseguenze delle emissioni bluastre emesse dai LED una volta che questi saranno installati ovunque? I LED riducono effettivamente i consumi ? A mio avviso i tre punti fondamentali per affrontare seriamente il problema sono: una regolamentazione chiara, una seria competenza degli addetti ai lavori e una vera progettualità di tutti i progetti illuminotecnici.</p>
<p class="bodytext"><br />Stefano Klett,<br />Responsabile della Sezione Ticino della DarkSky Switzerland</p>]]></content:encoded>
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			<category>svizzera</category>
			
			
			<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 17:47:00 +0200</pubDate>
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		</item>
		
		<item>
			<title>UFAM: Rapporto «Ambiente Svizzera 2011»</title>
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			<description>Il rapporto «Ambiente Svizzera 2011», elaborato congiuntamente dall’Ufficio federale dell’ambiente...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b>Emissioni luminose</b></p>
<p class="bodytext">La nostra vita, così come quella degli animali e delle piante, è ritmata dall’alternanza continua tra giorno e notte. Si è iniziato a parlare di luce artifi ciale circa 150 anni fa, con l’invenzione della lampadina. Questa scoperta ha avuto enormi conseguenze. Basti pensare che nell’Altipiano svizzero solo una dozzina di stelle su circa 2000 sono ancora visibili a occhio nudo. Ogni notte miliardi di insetti muoiono bruciati attirati dal-le fonti luminose artifi ciali e gli uccelli migratori perdono l’orientamento per eff etto degli insediamenti illuminati a giorno. L’illuminazione stradale installata non correttamente o troppo intensa può perturbare il sonno di molte persone.</p>
<p class="bodytext">La Confederazione si impegna affi nché la luce ar-tifi ciale venga utilizzata solo laddove è eff ettivamente necessario. Ciò permetterà non solo di preservare il paesaggio e gli organismi che vi vivono, ma anche di risparmiare energia e risors <i>( » UFAFP2005b ).</i></p>]]></content:encoded>
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			<category>svizzera</category>
			<category>doc</category>
			
			
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 15:23:00 +0200</pubDate>
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			<title>Gente Sana: La luce che oscura</title>
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			<description>Non ce n’è uno che non resti a bocca aperta davanti a un cielo stellato. Eppure
in pochi si...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b>Com’è nata Dark Sky Ticino e di cosa si occupa?<br /></b>Siamo attivi in Ticino dal 2003. Tra i promotori vi sono numerosi astrofili, già attivi nella Società astronomica ticinese con cui vi è intenso scambio e collaborazione, ai quali si sono affiancati numerosi membri provenienti da diversi ambiti. L’obbiettivo dell’associazione internazionale Dark Sky – cielo buio – è di sensibilizzare a 360 gradi in merito alle problematiche legate all’inquinamento luminoso e alle numerose possibilità di intervento al fine di ridurle.</p>
<p class="bodytext"><b>È dunque possibile riappropriarsi di un cielo buio senza dover rinunciare a fattori acquisiti quali l’illuminazione stradale?<br /></b>Senz’altro. Oggi illuminiamo troppo ma soprattutto illuminiamo male. Vi è infatti un’elevatissima dispersione di luce nello spazio, cioè verso il cielo, mentre noi la necessitiamo in basso, a terra. Guardando il Ticino, la quasi totalità dei lampioni ha una forte dispersione di questo genere, mentre da numerosi anni sono fabbricate lampade che concentrano la luce là dove deve essere, lampade che fortunatamente cominciano a fare la loro comparsa qua e là anche da noi. Vi sono poi numerose fonti di luce che puntano direttamente verso il cielo, illuminazioni di monumenti, chiese, luoghi di interesse, castelli, illuminazioni private, di aziende, discoteche, parcheggi, ecc. quando con una progettazione mirata non sarebbe difficile salvare capra e cavoli. Poi, come detto, riteniamo che molte illuminazioni sia no superflue, o possano essere spente nelle ore notturne, come succede in alcune città che hanno ottenuto il riconoscimento “città dell’energia”. Un esempio è giunto recentemente da Tokyo che, in seguito all’incidente alla centrale nucleare di Fukushima ha ridotto drasticamente i consumi notturni senza che questo abbia minimamente interferito con le regolari attività umane.</p>
<p class="bodytext"><b>Gli astrofili sono confrontati quotidianamente con l’inquinamento luminoso che compromette l’osservazione del firmamento. Si tratta principalmente di questo o vi sono altre ripercussioni negative per l’uomo e la natura?<br /></b>Siamo sensibili al problema sicuramente perché ameremmo avere a disposizione un cielo il più possibile naturale ma, soprattutto, perché l’osservazione del cielo ci mette continuamente in confronto con l’entità del fenomeno che sappiamo ripercuotersi negativamente in diversi ambiti. Pensiamo agli enormi sprechi di energia in un momento della storia in cui il risparmio energetico è una necessità impellente; ai disturbi sulla salute di chi è regolarmente esposto a eccessiva illuminazione (principalmente del ritmo sonno veglia e ormonali); ai milioni di insetti sterminati ogni notte dalle lampade incandescenti; agli uccelli che nella migrazione vengono confusi dalle luci delle città e perdono la rotta con conseguenze drammatiche. Sovente si fa l’equazione luce uguale sicurezza ma anche questo non è sempre vero. Ad esempio su una strada non illuminata si circola giocoforza più lentamente, inoltre la luce talvolta abbaglia, anche l’illuminazione fuori casa contro i malintenzionati è uno specchietto per le allodole che permette spesso loro di appostarsi in tutta tranquillità nelle zone d’ombra.<br />Anche il fatto che molte persone non abbiano praticamente mai visto lo splendore di un cielo naturale<br />è un impoverimento che perfino le Nazioni Unite hanno riconosciuto, dichiarando patrimonio dell’umanità le “starlight reserve”, ovvero quelle riserve<br />che dispongono di un’area di cielo buio al naturale.</p>
<p class="bodytext"><b>Come si presenta la situazione in Ticino, e quali risultati avete raggiunto in questi anni di sensibilizzazione?<br /></b>Pochissimi risultati se paragonati agli sforzi intrapresi. A differenza di altre regioni in Svizzera, in Ticino vi è scarsa sensibilità verso questa problematica e il Cantone presenta il doppio di inquinamento luminoso per rapporto al numero di abitanti rispetto la media nazionale. Una nota positiva è invece la stesura delle direttive cantonali per l’illuminazione pubblicate nel 2007 con la collaborazione dell’autorità cantonale; il Ticino è attualmente l’unico Cantone in Svizzera ad aver adottato questo documento. Purtroppo la loro applicazione non è attualmente vincolante e andrebbe maggiormente promossa.<br />Le direttive sono ottenibili direttamente dal sito dell’amministrazione cantonale. Inoltre, pure un unicum nel Paese, dal 2006 delle sonde consentono il monitoraggio dell’inquinamento luminoso in nove località del Ticino grazie, nuovamente, alla collaborazione con l’autorità cantonale. Sicuramente un primo e incoraggiante passo verso una maggiore presa di coscienza della problematica. Per concludere, il Ticino dispone di alcune delle aree di cielo più buie della Svizzera; nelle aree Lucomagno – Greina – Adula, e Basodino – Novena. Questo è dovuto alla conformazione montagnosa del territorio che ha risparmiato alcune aree dall’edificazione ma è necessaria una sensibilizzazione a questo proposito, perché la situazione si degrada anche nelle aree discoste sempre più interessate da illuminazioni di strade, edifici, piste da sci. Purtroppo nell’intero paese non esiste più una porzione di cielo buio al naturale, contrariamente a quanto accade ancora ad esempio in Francia e Austria.<br />Insomma la Svizzera non dispone più di un sol luogo privilegiato in cui, come affermano i responsabili UNESCO, la terra incontra l’universo.</p>
<p class="bodytext">Cindy Fogliani<br />Informazioni:<br /><a href="http://www.darksky.ch/TI" target="_blank" >www.darksky.ch/TI</a><br /><a href="http://www.cielobuio.org" target="_blank" >www.cielobuio.org</a><br /><a href="http://www.ti.ch/troppaluce" target="_blank" >www.ti.ch/troppaluce</a></p>
<p class="bodytext"><br /><b>Star party in Dötra<br /></b>Per chi volesse contemplare un cielo ancora buio con a disposizione un buon telescopio e la consulenza di esperti è da non perdere l’evento organizzato in Dötra, sopra Olivone, dalla Società astronomica ticinese. Dal 29 al 31 luglio tutti gli interessati potranno recarsi in Dötra abbinando alle osservazioni notturne la visita di una regione ricchissima dal profilo naturalistico e paesaggistico.<br />Informazioni astroticino.ch – 091 756 23 76.</p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 18:38:00 +0200</pubDate>
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			<title>I pettirossi sono genitori irresponsabili</title>
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			<description>Mettono al mondo più piccoli di quanti riescono a sfamare perché si accoppiano e nidificano invece...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><div>Tutta colpa di Thomas Edison. E’ a causa delle troppe lampadine accese, infatti, se i pettirossi sono diventati dei “genitori irresponsabili”. Secondo le ultime scoperte, fatte in Germania al <a href="http://www.mpg.de/english/illustrationsDocumentation/documentation/pressReleases/2010/pressRelease201009151/index.html" target="_blank" class="external-link-new-window" >Max Planck Institute for Ornithology</a> e pubblicate questa settimana sulle pagine della rivista scientifica <a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6VRT-511J7V4-3&amp;_user=10&amp;_coverDate=09/16/2010&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_orig=search&amp;_origin=search&amp;_sort=d&amp;_docanchor=&amp;view=c&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=02e98b62a196d90f88998932049482e9&amp;searchtype=a" title="Opens external link in new window" target="_blank" class="external-link-new-window" >Current Biology</a>, gli esemplari che vivono in città mettono al mondo più piccoli di quanti riescono a sfamarne. A mandare letteralmente in cortocircuito il comportamento sentimentale di questi uccellini, che cinguettano e nidificano invece di dormire, la totale mancanza di oscurità. Per gli scienziati tedeschi, l’inquinamento luminoso incide sulla riproduzione e ha un impatto fortissimo sul “successo amoroso” dei volatili che usano come richiamo sessuale il canto del mattino. Specialmente per quelli che cominciano alle prime luci dell’alba. Tra questi, i maschi del pettirosso che in città cantano con 80 minuti di anticipo rispetto a quelli che vivono nei boschi, raddoppiando il ritmo dei loro accoppiamenti. “Dopo aver monitorato per sette anni alcune popolazioni urbane di pettirossi – spiega il direttore delle ricerche Bart Kempenaers – abbiamo osservato che le melodie notturne dei maschi rendono più frivole le femmine della specie. Per i pettirossi – conclude l’ornitologo - è molto svantaggioso iniziare la deposizione prima del tempo perché quando si schiudono troppe uova non riescono più a procurarsi il cibo necessario per la sopravvivenza di tutti i piccoli”.</p>
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<p class="bodytext">Articolo pubblicato il&nbsp;22/09/2010&nbsp;su&nbsp;<a href="http://www.libero-news.it/news/493889/I_pettirossi_sono__genitori_irresponsabili_.html" target="_blank" >http://www.libero-news.it</a>&nbsp;</div></p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 18:54:00 +0200</pubDate>
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