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		<title>DSS-TI: www.darksky.ch/TI</title>
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		<description>Ultime novità di Dark-Sky Switzerland Sezione Ticino</description>
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			<title>DSS-TI: www.darksky.ch/TI</title>
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			<title>LaRegione: Un regolamento per salvare la notte</title>
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			<description>Il Cantone prende le misure al buio
Una rete di sensori valuterà l’evoluzione dell’inquinamento...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><div id="article" class="normal">La lotta all’inquinamento luminoso, attualmente affidata alla  sensibilità dei singoli enti locali, potrebbe trovare in Ticino una base  legale cantonale. Il Consiglio di Stato vuole infatti elaborare un  regolamento capace di far applicare in modo «più <i>sistematico»</i> da  parte dei Comuni le “Linee guida” pubblicate nel 2007 dal Dipartimento  del territorio. Linee guida in cui si forniscono i principi per una  corretta gestione dell’illuminazione artificiale. Nel contempo la  Sezione protezione aria, acqua e suolo (Spaas) ha già dato avvio ad una  campagna di misurazione a medio termine della qualità del cielo  ticinese. Nei prossimi mesi saranno installati sul territorio cantonale  una serie di rilevatori automatici in grado di misurare quanto la luce  artificiale si sostituisca al naturale buio della notte. I dati così  acquisiti – analogamente a quanto avviene per l’ozono, le polveri fini  ed altre sostanze inquinanti – saranno raccolti e diffusi  dall’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (Oasi).</p>
<p class="bodytext"><i>Una base legale</i></p>
<p class="bodytext">L’idea di rendere più vincolanti le linee guida elaborate tre  anni or sono è contenuta nel Rapporto cantonale sulla protezione  dell’ambiente approvato nel dicembre dello scorso anno dal governo  ticinese. Un documento che per la prima volta prevede un capitolo  interamente dedicato all’inquinamento luminoso. Se il parlamento dovesse  dare il via libera al rapporto, il Ticino sarebbe il primo cantone  elvetico a darsi delle regole per la gestione delle luci artificiali.</p>
<p class="bodytext">«Il <i>problema è che linee guida non sono vincolanti e non hanno  una base legale solida</i> – spiega a ‘laRegione’ <b>Alessandro Da  Rold,</b> collaboratore della Sezione protezione aria, acqua e suolo –. <i>La  legge federale sull’ambiente stabilisce che tutte le emissioni  potenzialmente moleste devono essere limitate. Il problema è però la  definizione di “molesto”».</i> In assenza di una normativa chiara a  livello federale, i cantoni hanno dunque la facoltà di elaborare proprie  regolamentazioni. «Per <i>farlo vi sono due strade: creare un  regolamento ad hoc oppure intervenire su tutte le leggi che toccano il  campo dell’illuminazione notturna</i> – osserva Da Rold –. <i>Purtroppo  le norme che concernono in qualche modo le emissioni luminose sono  tantissime. Il Ticino si è dunque orientato verso un regolamento unico.  Prima di scriverlo, ovviamente, dobbiamo attendere che il Gran Consiglio  valuti il rapporto sulla protezione dell’ambiente. Se il plenum dovesse  approvarlo, ci metteremo al lavoro. Non si tratterà comunque di una  norma complicata da scrivere siccome si baserà sulle attuali linee  guida».</i> Dopo il sì del Gran Consiglio, il regolamento potrebbe  essere pronto entro un paio d’anni.</p>
<p class="bodytext"><i>Misurare l’oscurità</i></p>
<p class="bodytext">Nel frattempo sarà già verosimilmente operativa la campagna di  misurazione del tasso di inquinamento luminoso voluta dal Territorio.  «Il <i>nostro intento è quello di misurare le variazioni della  luminosità artificiale nel tempo</i> – sottolinea Da Rold –. <i>Il  progetto, sviluppato in collaborazione con Dark-Sky Ticino, è  attualmente in fase di pianificazione avanzata. Gli apparecchi, che non  abbiamo ancora installato, saranno inizialmente piazzati nei luoghi più  sensibili al problema, ovvero gli osservatori astronomici».</i> Dopo la  posa degli strumenti sarà avviata la fase di test «per <i>essere sicuri  che i dati misurati siano affidabili».</i></p>
<p class="bodytext">Già, perché le difficoltà di misurare il buio non sono  indifferenti. Ad esempio i dati sulla luminosità del cielo dovranno  essere messi in relazione alle condizioni meteorologiche: un cielo  velato può infatti diffondere le luci puntate verso l’alto e quindi  generare l’impressione di un inquinamento luminoso maggiore di quello  realmente esistente in quella zona. «Sembra <i>semplice, ma per poter  disporre di dati attendibili è necessario tenere in considerazione  numerosi fattori</i> – rileva Da Rold –. <i>Fortunatamente nel caso  della meteorologia siamo già in possesso dei dati meteo necessari e  l’apparecchio di misura è già predisposto per la loro integrazione».</i></p>
<p class="bodytext">L’archiviazione dei dati forniti dai misuratori sarà garantita  dalla banca dati dell’Oasi, «già <i>predisposta a questo scopo»,</i>  precisa Da Rold. La pubblicazione dei rilevamenti in tempo reale sul  sito internet del Cantone, come avviene già oggi per molte sostanze  inquinanti, potrebbe però avvenire in un secondo tempo, poiché, spiega  il collaboratore della Spaas, «prima <i>di metterli a disposizione,  vorremmo poter disporre di un buon numero di misurazioni».</i></p>
<p class="bodytext">Una volta attivato, il progetto fornirà nuove indicazioni sulla  situazione del cielo ticinese dopo che nel 2005 uno studio promosso da  Dark-Sky Ticino aveva fatto rilevare la scomparsa della notte dai cieli  ticinesi. Mentre i centri cittadini “hanno perso completamente  l’oscurità” si leggeva nel rapporto, persino sul Lucomagno – luogo più  buio di tutta la Svizzera – sarebbe possibile scorgere il chiarore degli  agglomerati urbani.</p>
<p class="bodytext"><div id="article" class="normal"><h1>Che cos’è</h1></p>
<p class="bodytext"><div class="body">L’inquinamento luminoso è generato dalla dispersione verso l’alto  di luce artificiale durante le ore notturne. Fra le conseguenze dirette  vi sono la diminuzione del numero di stelle visibili da terra, lo  spreco di energia elettrica, problemi di sicurezza stradale, influssi  sulla salute delle persone e alterazioni dell’ecosistema. È possibile  prevenire questi effetti evitando, ad esempio, di installare lampade  superflue ed eliminando quelle non più funzionali, utilizzando impianti a  ridotto consumo energetico e dotati di schermatura per dirigere la luce  nel luogo esatto da illuminare, orientando i fasci di luce dall’alto al  basso e limitando l’illuminazione artificiale al solo periodo in cui è  necessaria.</p>
<p class="bodytext"><div id="article" class="normal"><h1>Luci moleste, ‘Il Ticino avanti rispetto alla Svizzera interna’</h1></p>
<p class="body">Sono una decina i casi aperti presso la Sezione della protezione  aria, acqua e suolo (Spaas) del Dipartimento del territorio riguardanti  illuminazioni eccessive. In realtà le segnalazioni giunte alla Spaas  sarebbero molte di più, tuttavia «parecchi <i>casi li abbiamo risolti  bonalmente, andando a parlare con l’inquinatore»,</i> che non di rado è  un ente pubblico, spiega <b>Alessandro Da Rold.</b> «I <i>Comuni stessi,  con l’illuminazione stradale, sono i primi inquinatori; non lo fanno  per cattiva volontà, semplicemente quello dello spreco d’energia è un  problema che in passato nessuno si era posto».</i> Un tema,  l’inquinamento luminoso, su cui i ticinesi sembrano essere più sensibili  rispetto ai concittadini confederati. La sensazione è che in Ticino,  una volta presa coscienza del problema, le cose siano evolute a ritmo  spedito. «Nel <i>2007 abbiamo pubblicato le “linee guida cantonali” per  una corretta gestione dell’illuminazione. In seguito si sono eseguiti  numerosi interventi puntuali. Da quanto posso constatare dialogando con i  colleghi della Svizzera interna, su questo tema il nostro cantone è  davvero all’avanguardia».</i> Benché siano pochi i Comuni ticinesi ad  aver implementato le linee guida tramite ordinanze, «molti <i>enti  locali le fanno comunque rispettare».</i> Non solo i Municipi, ma anche  la popolazione a sud delle Alpi sembra essere più sensibile al tema.  Tanto che Da Rold ipotizza che riguardo l’eccessiva illuminazione  «potrebbe <i>prodursi un fenomeno simile a quanto successo con le  radiazioni non ionizzanti delle antenne di telefonia mobile: il Ticino è  infatti l’unico cantone ad aver approvato un regolamento d’applicazione  dell’ordinanza federale in materia. Sul tema, la popolazione ticinese  si è dimostrata molto attenta e negli scorsi anni sono aumentate le  proteste».</i> Movimenti popolari che iniziano solo ora a farsi sentire  al di là del Gottardo.</div></div></div></div></p>]]></content:encoded>
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			<category>news</category>
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			<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:00:00 +0200</pubDate>
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			<title>CdT: Gnosca, caso fari risolto</title>
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			<description>Accordo per contenere l'inquinamento luminoso

La proprietaria che per paura dei ladri nel 2007...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"> A Gnosca la notte sta per tor­nare ad essere un po'  più notte. Uno dei più clamorosi casi di in­quinamento  luminoso  esistenti in Ticino è stato risolto. Grazie al­la disponibilità di tutte  le parti in causa, è stato infatti possibile rag­giungere  un accordo  bonale. Ri­durrà le emissioni luminose mo­leste entro i limiti previsti  dalle li­nee guida cantonali. Il rispetto dei termini dell'intesa  eviterà che di notte il cielo sopra il paese con­tinui ad essere  illuminato dai po­tenti fari piazzati nel 2007 fuori dalla propria  abitazione da una proprietaria per ragioni di sicu­rezza. Una situazione  insostenibi­le per il Comune (uno dei primi a emanare una specifica  ordinan­za in materia con Coldrerio e Lu­mino),  il Dipartimento del  terri­torio impegnato nella prevenzio­ne dell'illuminazione artificiale  eccessiva e per diversi abitanti delle abitazioni circostanti. Tra  questi anche l'astrofilo Stefano Sposetti le cui osservazioni della  volta celeste dal suo osservatorio di Gnosca negli ultimi anni sono  state disturbate dall'assenza di buio. «Diciamo che la situazione, da  assurda che era, è parecchio rientrata - rileva il docente del Li­ceo  cittadino che è stato tra i co­fondatori  della sezione ticinese di  «Dark Sky» -. Chiaramente ogni fotone che viene emesso nel­le vicinanze  dell'osservatorio è un fotone di troppo. Soffro anche di emissioni  luminose che pro­vengono  dai candelabri stradali. Per l'osservazione  astronomica Gnosca non è ovviamente l'idea­le (fondovalle, inquinamento  lu­minoso,  orizzonte alto, foschia). L'ideale è portare via tutto e  os­servare  in remoto. Un'idea che accarezzo da parecchio tempo».  Martedì le parti coinvolte nella vertenza rivelata dal CDT lo scor­so  ottobre hanno accettato di mettere una pietra sopra l'intri­cata vicenda  il cui esito era incer­tissimo  a causa dell'assenza di una legge  cantonale riguardante l'inquinamento luminoso. Il te­sto è rivendicato e  atteso da più parti e il Dipartimento del terri­torio si appresta ad  elaborarlo in­tendendo  mettere ordine anche nel campo delle emissioni  di lu­ce che hanno conseguenze sul­l'uomo,  il paesaggio, la flora, la  fauna e l'utilizzo razionale del­l'energia. Oggi sono regolate  uni­camente  dalle raccomandazioni della Confederazione del 2005 e dalle  Linee guida cantonali del 2007 che non hanno  carattere vincolante. Il caso di Gnosca da mesi era fermo davanti al  Servi­zio ricorsi del Consiglio di Stato al quale la proprietaria della  casa illuminata a giorno si era rivolta impugnando la decisione del  Mu­nicipio che le aveva negato il per­messo  edilizio a posteriori per  l'impianto. Essendo un caso mol­to complicato da districare da un punto  di vista giuridico mancan­do specifiche basi legali, il Can­tone si è  impegnato in una me­diazione  tra i vari attori per giun­gere ad una  soluzione bonale. Ac­cettando  l'accordo la donna po­trà mantenere  acceso durante tutta la notte l'impianto d'illumi­nazione  che ritiene  indispensa­bile per la sua sicurezza. Si è pe­rò impegnata a ridurne le  emis­sioni tramite tre accorgimenti: l'abbassamento della potenza  di­mezzando  il numero delle lam­pade  installate, il riorientamen­to  dei fari abbassandoli verso il giardino e la posa di speciali gri­glie antiabbaglianti per evitare che la luce indirizzata  verso il ter­reno venga riflessa dalla facciata della casa. Da parte  loro il Dipar­timento  del territorio e il Muni­cipio concederanno la  licenza edilizia per la posa delle lampade ritenuto che, tramite le tre  misu­re individuate, l'illuminazione rientrerà nei limiti auspicati. Do­po che la potenza e l'orientamen­to dei fari sono stati  rivisti per pro­cedere  alla misurazioni, risulta­no già in gran parte  rispettati. Re­sta da sistemare la situazione del­la facciata sud che  verrà control­lata dall'Istituto di sostenibilità applicata all'ambiente  costruito della SUPSI dopo la posa delle griglie anti-abbaglianti.<b> Diem</b></p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Thu, 06 May 2010 08:00:00 +0200</pubDate>
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			<title>LaRegione: Cadenazzo spegne le luci ‘moleste’ durante la notte</title>
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			<description>Dalle parole, ai fatti. A tre anni di distanza dall’inoltro della mozione del consigliere comunale...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Il cambio di buona parte della compagine municipale (tra cui il sindaco:  da Giuliano Maddalena a Flavio Petraglio) non ha quindi modificato  l’opinione dell’Esecutivo sul tema. Che a suo tempo aveva già  preavvisato favorevolmente all’attenzione del Legislativo – che poi  l’approvò entro la fine della scorsa legislatura – la mozione presentata  dal consigliere socialista. Corrado Mordasini sollecitava il Municipio  ad elaborare una normativa per prevenire emissioni luminose moleste o  dirette verso spazi in cui la luce non è necessaria. Così è stato: il  Municipio, come si legge nel testo dell’ordinanza, intende promuovere  «un’illuminazione <i>efficace ed efficiente (illuminare solo ciò che si  intende o è necessario illuminare, minimizzando il consumo energetico e  gli effetti negativi sull’ambiente in generale)».</i> Sette i punti  contenuti nel documento. Il principale, che funge da cappello agli  altri, è l’obbligo di spegnere illuminazioni e insegne pubblicitarie  dalle 23 alle 5 (deroghe verranno concesse solo per «situazioni <i>particolari»).</i>  È inoltre vietata la posa e l’installazione di show luminosi o <i>skybeamer,</i>  i fasci di luce fissi o roteanti rivolti verso il cielo. Ai  contravventori verrà inflitta una multa fino a mille franchi.</p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 08:10:00 +0200</pubDate>
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			<title>Cadenazzo: Nuova Ordinanza Comunale</title>
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			<description>A cadenazzo è stata pubblicata una nuova ordinanza comunale riguardante le emissioni luminose</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">La nuova ordinanza fa riferimento lle linee guida cantonali e prevede in particolare:</p><ol><li>Sul territorio comunale è vietata la posa e l'installazione di show luminoso o skybeamer, fasci di luce fissi o roteanti rivolti verso il cielo</li><li>Le insegne pubblicitarie luminose e gli impianti di illuminazione esterni particolari devono essere notificati al Municipio. Le misure specifiche previste a tutela delle immissioni luminose vanno chiarite nell'ambito della procedura di autorizzazione.</li><li>Le illuminazioni di qualsiasi genere e delle insegne pubblicitarie devono essere spente dalle 23.00 fino alle ore 05.00. Il Municipio può concedere deroghe per situazioni particolari.</li><li>Il Municipio si riserva la possibilità d'intervento per casi particolari presenti sul territorio comunale.</li><li>I contravventori delle disposizioni sopra indicate saranno puniti con una multa fino a fr. 1.000.00 e il Municipio ordinerà gli interventi necessari al rispetto della presente ordinanza.</li><li>Sono soggetti a questa ordinanza i proprietari privati e pubblici di edifici o impianti, i gestori ed i responsabili.</li><li>La presente ordinanza entrerà in vigore alla scadenza del periodo di pubblicazione.</li></ol><p class="bodytext">L'ordinanza è pubblicata nel periodo dal 12 aprile al 26 aprile 2010.</p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 17:00:00 +0200</pubDate>
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			<title>CdT: Illuminazione LED e scelte dei Comuni</title>
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			<description>Non vorrei che le preoccupazioni inerenti all'illuminazione esterna a LED, recentemente espresse...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Non vorrei che le preoccupazioni inerenti all'illuminazione esterna a LED, recentemente espresse dall'associazione che rappresento (Dark-Sky Switzerland Sezione Ticino), abbiano frenato l'entusiasmo di alcuni Comuni intenzionati al rifacimento dell'illuminazione pubblica. Intendo quindi fare un po' di chiarezza.<br /> È vero, ci sono diversi dubbi a riguardo dell'utilizzo dei LED.<br /> A causa della luce bluastra emessa (al limite del visibile), se utilizzati su grande scala, possono porre diversi problemi di salute all'uomo e alla natura.<br /> A questo riguardo, si raccomanda che le autorità preposte effettuino degli studi approfonditi. Ma il discorso dell'illuminazione pubblica funzionale, a mio parere, va affrontato in modo diverso: non è una questione di LED o non LED.<br /> Basta guardare fuori dalla finestra per rendersi conto che è assolutamente necessario che ci si impegni di più nel pianificare l'illuminazione esterna.<br /> Quindi, prima di illuminare dappertutto, si rifletta a fondo sul quanto, dove, perchè e come illuminare.<br /> In breve il concetto non deve essere (come spesso si crede) illuminare di più per illuminare meglio, ma dovrebbe essere illuminare meglio per illuminare di più e di conseguenza consumando meno, spendendo meno e diminuendo anche l'anidride carbonica immessa nell'atmosfera come pure le emissioni di luce inutili.<br /> Per quel che riguarda l'illuminazione pubblica, spesso nei nostri comuni vengono ancora utilizzate lampade al mercurio vetuste e poco efficienti: un risanamento è quindi necessario, e non è una questione unicamente di cambiare la lampadina. È veramente necessario illuminare? E in caso di risposta affermativa, quanta luce è necessaria? Queste sono le domande che bisogna porsi (vi veda la documentazione inerente alle linee guida cantonali pubblicate nel novembre del 2007: <a href="http://www.ti.ch/troppaluce" target="_blank" >http://www.ti.ch/troppaluce</a>).<br /> Ma è possibile che ancora oggi vengano installati apparecchi inclinati e non schermati che sprecano energia, emettendo luce direttamente e inutilmente verso l'alto? Per non parlare degli apparecchi a riflessione (le famigerate vele), con la scusa che sono architettonicamente più belli (questione di gusti) se ne fa un grande uso, senza specificare che sono energeticamente inefficienti (causando quindi dei costi inutili a tutti i contribuenti), che si sporcano facilmente e che emettono luce verso l'alto. Basta dire che solo il 50% della luce emessa va dove è necessario illuminare.<br /> Eppure ci sono Comuni ticinesi che ne stanno ancora pianificando l'utilizzo. Basta far capo ai software specifici di simulazione illuminotecnica per capire di cosa sto parlando (per esempio <a href="http://tinyurl.com/EasyLight" target="_blank" >http://tinyurl.com/EasyLight</a>).<br /> Per decidere quale tipo di illuminazione utilizzare, i Comuni devono farsi consegnare i dati (prodotti dalle simulazioni) in modo da poter confrontare tutti i parametri. Il Comune, in base a dati concreti, sarà in grado di decidere la soluzione ideale (e spesso a parità di luminanza i LED non sono la migliore soluzione, anche dal profilo energetico).<br /> Per fare questo lavoro bisogna far capo ad uno studio illuminotecnico che non sia legato alla vendita di prodotti né alla fornitura di energia.<br /> Per l'illuminazione segnaletica e quella decorativa, i LED sono invece sicuramente più idonei che altri tipi di illuminazione.<br /> Nel primo caso, considerate le ridotte emissioni di luce, non pongono sicuramente problemi, anzi permettono di risparmiare energia.<br /> Nel secondo caso i LED offrono sicuramente dei vantaggi, perchè in confronto alle dispendiose lampade alogene riescono ad illuminare in modo più mirato e consumando notevolmente meno energia.<br /> Ma anche in questo caso si impone di determinare accuratamente la necessità di illuminare (è veramente necessario illuminare ogni chiesa o monumento?), la quantità di luce necessaria, la direzione delle luci e la loro schermatura.<br /> Solo in questo modo sarà possibile evitare consumi e costi inutili, come pure fastidiose ed inutili emissioni di luce.<br /> Come associazione siamo disponibili a fornire indicazioni concrete ai Comuni come pure ai professionisti del settore.<b> <br />Stefano Klett</b> <br /> responsabile della Sezione Ticino Dark-Sky Switzerland; vicepresidente  Società astronomica ticinese (SAT) </p>]]></content:encoded>
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			<category>svizzera</category>
			
			
			<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:00:00 +0100</pubDate>
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			<title>Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente 2009</title>
			<link>http://ticinostellato.astromania.net/index.php?id=44&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=296&#38;cHash=30a3b9ea2d</link>
			<description>Il &quot;Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente 2009&quot; per la prima volta contiene un capitolo...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">L’illuminazione artificiale è una conquista tecnologica che ha avuto importanti conseguenze sulla vita pubblica, privata, su molte attività umane ma anche sulle risorse ambientali e animali. Negli ultimi decenni le immissioni luminose sono aumentate massicciamente, grazie alla disponibilità dei mezzi tecnici e dell’energia.<br />Al pari di altre immissioni inquinanti, anche l’illuminazione artificiale può produrre rilevanti effetti nocivi sull’uomo e sull’ambiente che lo circonda. Ancor prima del calare della sera le città si illuminano a giorno e milioni di luci rimpiazzano sempre più il paesaggio notturno naturale, modificando le condizioni di vita degli animali notturni, ma anche impedendo nelle zone illuminate la visione del cielo stellato.<br />Nel 2007 il Cantone ha pubblicato le «Linee guida per la prevenzione dell’inquinamento luminoso», destinate principalmente ai Comuni e con lo scopo di fornire indicazioni e supporto nell’ambito di una corretta gestione dell’illuminazione locale. Le linee guida non hanno valore di legge. Esse rappresentano comunque un documento contenente concetti e principi che, quando applicati, risultano conformi al diritto federale.<br />L’illuminazione artificiale deve rientrare nell’ambito di una strategia di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, affinché diventi elemento qualificante del paesaggio e di tutte le forme di vita che lo abitano.</p>
<p class="bodytext"><b>Indirizzi e obiettivi</b><br />L’illuminazione artificiale deve rientrare nell’ambito di una strategia di sviluppo<br />sostenibile nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, affinché diventi elemento qualificante<br />del paesaggio e di tutte le forme di vita che lo abitano.</p>
<p class="bodytext"><b>Misure operative</b></p><ol><li>Regolamento cantonale sull’inquinamento luminoso: <b>Priorità 2</b></li><li>Applicazione del futuro Regolamento cantonale sull’inquinamento luminoso: <b>Priorità 3</b></li></ol><p class="bodytext">C'è quindi, da parte della                Sezione protezione aria, acqua e suolo (SPAAS), la volontà di elaborare ed applicare un regolamento cantonale sull'inquinamento luminoso.</p>]]></content:encoded>
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			<category>doc</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 22:04:00 +0100</pubDate>
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			<title>Un successo lo Star Party di Bellinzona</title>
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			<description>Clemente il tempo e ampia l'affluenza

Ogni Star Party è un'incognita. Come sarà il cielo? Magari...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Dopo il fallimento primaverile a causa del tempo ostile, stavolta Bellinzona non ha deluso. Nelle sere del 23 e del 24 ottobre il cielo è stato sereno, i partecipanti numerosi ma non eccessivi. Insomma un bel successo, grazie anche alla disponibilità degli astrofili ticinesi, che hanno messo a disposizione tempo, strumenti ed entusiasmo, e della sezione ticinese di Dark-Sky Switzerland, organizzatrice dell'evento insieme alla SAT.<br /><br />Un'esperienza senza dubbio da ripetere.</p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>
<p class="bodytext">Sono disponibili alcune <a href="http://www.flickr.com/photos/stefanoklett/sets/72157622526898921/" title="Opens external link in new window" target="_blank" class="external-link-new-window" >foto dell'evento</a></p>]]></content:encoded>
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			<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:21:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>Sabato a Castelgrande </title>
			<link>http://ticinostellato.astromania.net/index.php?id=44&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=290&#38;cHash=4b0414b9c4</link>
			<description>Star Party per la seconda sera consecutiva
</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Dopo il buon successo riscontrato venerdì sera, considerando anche le buone previsioni di MeteoSvizzera (pur con qualche possibile velatura in alta quota), si replica con il secondo appuntamento dello Star Party &quot;Luci spente a Castelgrande&quot;. L'evento inizierà alle 19. Gli astrofili saranno presenti con i propri telescopi al castello, le cui luci verranno spente per l'occasione.</p>]]></content:encoded>
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			<category>attività</category>
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			<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 15:35:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Venerdì al Castelgrande</title>
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			<description>Confermato lo Star Party!
Le previsioni di MeteoSvizzera essendo buone, alle 16 e 30 gli...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">...lo Star Party previsto per le ore 19 è confermato. Saranno presenti alcuni astrofili con i propri telescopi per condividere con il pubblico la visione del cielo.</p>]]></content:encoded>
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			<category>svizzera</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:42:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>CdT: Le luci spente ai tre castelli per lo Star Party</title>
			<link>http://ticinostellato.astromania.net/index.php?id=44&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=286&#38;cHash=65848468a1</link>
			<description>Questa sera, venerdì 23 e domani sabato 24 ottobre dalle 19 al Castelgrande di Bellinzona si terrà...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><span class="Apple-style-span">La Società astronomica ticinese e il Centro astronomico del Locarnese propongono al pubblico di osservare attraverso i telescopi che verranno montati sul posto le meraviglie del firmamento. All’iniziativa partecipano anche le Aziende municipalizzate di Bellinzona (AMB) che si sono impegnate a spegnere l’illuminazione dei tre castelli e tutte quelle luci esterne che non sono necessarie per motivi di sicurezza o di servizio. Chiunque può partecipare gratuitamente, basta munirsi di abiti caldi e di una torcia elettrica. In caso di cielo coperto la manifestazione verrà annullata e per ottenere informazioni i siti internet da visitare sono&nbsp;<span style="text-decoration: none; color: rgb(221, 0, 0); "><a href="http://www.darksky.ch/" target="_top" >www.darksky.ch</a></span>&nbsp;(per la meteorologia) e&nbsp;<span style="text-decoration: none; color: rgb(221, 0, 0); "><a href="http://www.galileannights.org/" target="_top" >www.galileannights.org</a></span>&nbsp;(per l’evento internazionale).</span></p>]]></content:encoded>
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			<category>svizzera</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 07:23:00 +0200</pubDate>
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